La titolazione tessile è il metodo con cui si esprime la finezza di un filato, ovvero il rapporto tra la sua lunghezza e il suo peso. Nella biancheria per la casa, la titolazione consente di classificare i filati utilizzati nella produzione di lenzuola, asciugamani, copripiumini, tovaglie e altri articoli tessili domestici. Il valore di titolo incide direttamente su caratteristiche come la grammatura, la densità, la morbidezza e la compattezza del tessuto. Un titolo basso indica generalmente un filato più spesso e pesante, mentre un titolo elevato corrisponde a un filato più fine e leggero. Esistono due sistemi principali di titolazione: diretto e indiretto. Il primo misura il peso per una data lunghezza; il secondo misura la lunghezza per una data quantità di peso.
Nei paragrafi successivi saranno analizzati i sistemi di titolazione diretta e indiretta, le unità di misura più utilizzate nel settore tessile per la casa, le differenze pratiche tra filati fini e grossi e il legame tra titolazione e prestazioni del prodotto finito.
Unità di misura nella titolazione diretta applicata ai tessuti per la casa
La titolazione diretta si basa sul rapporto tra il peso e la lunghezza del filato. È espressa in unità come tex, decitex e denari. Il sistema diretto è usato principalmente per le fibre a filamento continuo, come il poliestere o la microfibra, materiali frequentemente impiegati nella biancheria da letto e da bagno. L’unità tex rappresenta il numero di grammi in 1.000 metri di filato. Ad esempio, un filato da 30 tex pesa 30 grammi ogni 1.000 metri. Il decitex (dtex) è il sottomultiplo del tex e indica i grammi in 10.000 metri di filato. Il denaro (den) corrisponde ai grammi in 9.000 metri e viene impiegato soprattutto per i filati sintetici di coperture leggere o tessuti tecnici domestici. La titolazione diretta fornisce un valore proporzionale alla grossezza del filato: maggiore è il numero, più spesso è il filato.
Le lavorazioni in microfibra per coperte, teli bagno e rivestimenti leggeri utilizzano comunemente filati sotto i 1,0 dtex. Il paragrafo seguente descrive invece le unità di misura della titolazione indiretta, prevalente per i filati in cotone e lana utilizzati nei prodotti tessili tradizionali per la casa.
Unità di misura nella titolazione indiretta nella biancheria per la casa
La titolazione indiretta si basa sul rapporto tra la lunghezza del filato e il suo peso. È utilizzata per esprimere la finezza dei filati in fibre discontinue, come il cotone, la lana o il lino, che sono ampiamente presenti nella biancheria per la casa. L’unità più comune è il numero metrico (Nm), che indica quanti metri di filato ci sono in un grammo. Ad esempio, un filato Nm 40 ha una lunghezza di 40 metri per ogni grammo di peso. Maggiore è il valore di Nm, più fine è il filato. Per il cotone si usa anche il numero inglese (Ne), basato su matasse da 840 iarde per libbra. Il numero inglese lino (Nl) e il numero inglese lana (Nw o Ns) si riferiscono a unità specifiche in funzione della lunghezza e del tipo di fibra, come lana pettinata o cardata. La titolazione indiretta è inversamente proporzionale alla grossezza del filato: valori alti corrispondono a filati sottili.
I filati in cotone per lenzuola e copripiumini possono variare tra Ne 20 e Ne 80, a seconda della finezza desiderata. I prossimi paragrafi esploreranno le differenze funzionali tra filati sottili e grossi nella resa dei prodotti tessili domestici.
Effetti della titolazione sulla resa del tessuto nella biancheria casa
La titolazione del filato influisce su molte proprietà funzionali e percettive dei tessuti per la casa. I filati a titolo basso (più grossi) producono tessuti più spessi, robusti e opachi. Questi filati sono impiegati nella produzione di asciugamani ad alta assorbenza, tappeti da bagno e copriletti compatti. I filati a titolo alto (più fini) generano tessuti più leggeri, lisci e traspiranti. Lenzuola in percalle o raso, ad esempio, sono prodotte con filati molto sottili, che permettono di ottenere una trama fitta e uniforme. Un tessuto realizzato con filati sottili può avere una grammatura contenuta, pur mantenendo una buona coprenza e resistenza. Il titolo del filato influisce anche sulla mano del tessuto: filati fini generano una superficie più liscia, mentre filati grossi rendono il tessuto più grezzo o strutturato. In termini di durata, i filati grossi tendono ad avere maggiore resistenza meccanica, ma i filati sottili ben intrecciati offrono una migliore stabilità dimensionale e un aspetto più raffinato.
La titolazione deve quindi essere valutata in combinazione con altri fattori come armatura, densità e composizione della fibra. Il prossimo paragrafo approfondirà come la titolazione interagisce con la grammatura e con i trattamenti di finitura.
Relazione tra titolazione, grammatura e finitura nella biancheria per la casa
La titolazione e la grammatura sono due parametri distinti ma correlati. La titolazione misura la finezza del filato, mentre la grammatura misura il peso del tessuto per metro quadrato. A parità di struttura, un filato più grosso porta a un aumento della grammatura. Tuttavia, è possibile ottenere grammature elevate anche con filati fini, incrementando la densità di trama e ordito. I trattamenti di finitura, come la garzatura, la resinatura o la smerigliatura, possono aumentare il peso del tessuto e modificarne l’aspetto superficiale. Nella spugna, ad esempio, la titolazione dell’ordito influisce sullo spessore dei riccioli e sulla capacità di assorbenza. Nei tessuti in percalle o raso, una titolazione fine consente una tessitura fitta, che contribuisce alla compattezza e alla durata del prodotto. La combinazione di titolazione, armatura e finissaggio determina il comportamento del tessuto al lavaggio, la velocità di asciugatura e la resistenza al pilling.
Il paragrafo successivo approfondirà le applicazioni pratiche della titolazione nei vari articoli di biancheria per la casa, evidenziando i range consigliati per ciascuna categoria.
Range di titolazione consigliati per la biancheria da letto, bagno e tavola
Nella biancheria da letto, i filati utilizzati per le lenzuola e i copripiumini in cotone pettinato si collocano spesso tra Ne 40 e Ne 80. Questi valori garantiscono una superficie liscia, compatta e traspirante. Per il percalle, sono comuni titolazioni intorno a Ne 60; per il raso, titolazioni più fini fino a Ne 80. Negli asciugamani in spugna, il filato di base presenta titoli più bassi, generalmente tra Ne 10 e Ne 20, per favorire assorbenza e volume. I filati per gli orditi di effetto (riccioli) possono variare in funzione della lunghezza desiderata del pelo. Le tovaglie in cotone compatto utilizzano filati medi, tra Ne 20 e Ne 40, che assicurano una buona coprenza e facilità di manutenzione. Nei tessuti in microfibra, destinati a copriletti leggeri o rivestimenti domestici, si impiegano valori inferiori a 1,0 dtex, con diametri inferiori al capello umano.
La scelta della titolazione deve essere coerente con l’uso previsto, il tipo di armatura e il comfort desiderato. La conoscenza dei titoli più comuni consente di orientarsi nella selezione di prodotti per il letto, il bagno e la tavola, valutando le prestazioni in modo oggettivo.


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