Cotone

Cotone
Il cotone è una fibra tessile naturale di origine vegetale, ottenuta dalla peluria che avvolge i semi delle piante appartenenti al genere Gossypium. La fibra grezza è classificabile come cellulosa quasi pura e si presenta sotto forma di fiocco bianco, successivamente sottoposto a processi di sgranatura, cardatura e filatura. Le principali specie coltivate a scopo industriale sono Gossypium hirsutum, G. barbadense, G. arboreum e G. herbaceum, ciascuna con caratteristiche di finezza, lunghezza del fiocco e resa differenziate.
La coltivazione del cotone avviene in climi tropicali e subtropicali, con Cina, India, Stati Uniti, Pakistan e Brasile tra i maggiori produttori mondiali. La pianta richiede temperature elevate, buona esposizione solare e un ciclo di crescita privo di gelate. La cotonicoltura prevede pratiche agronomiche intensive e l'impiego di tecniche di irrigazione, diserbo e difesa fitosanitaria. La raccolta può essere manuale o meccanica, seguita da sgranatura per separare le fibre dai semi.
Il processo di filatura del cotone trasforma le fibre in filati continui mediante torsione. I principali tipi di filato includono il cotone cardato, pettinato, gasato, mercerizzato, ritorto, mouliné e perlé. Il cotone mercerizzato ha una maggiore lucentezza e stabilità dimensionale. Il cotone gasato presenta una superficie più liscia e priva di peluria superficiale. Il filo viene confezionato in rocche, matasse o spolette a seconda dell’impiego finale: cucito, maglieria, ricamo o tessitura.
I tessuti di cotone comprendono numerose tipologie come tela, percalle, satin, popeline, denim, chintz, flanella, seersucker, cambrì e spugna. Ciascun tessuto presenta una diversa struttura di armatura, grammatura, mano e destinazione d’uso. Il cotone è ampiamente impiegato nella biancheria per la casa, nell’abbigliamento e nell’industria tecnica. Lavorazioni specifiche come la tintura reattiva o pigmentata e i trattamenti anti-piega ampliano le applicazioni del prodotto finito.
Le fibre di cotone presentano un comportamento anelastico e una discreta tenacità, aumentata in presenza di umidità. Il materiale è traspirante, igroscopico e non irritante per la pelle. Il punto di infiammabilità è relativamente basso e la combustione avviene con residuo cenere chiara. Le fibre resistono bene all’aria e alla luce diffusa, ma si degradano per esposizione prolungata a raggi UV diretti. Il cotone è biodegradabile e compostabile in condizioni controllate.
L’industria tessile impiega il cotone sia per la produzione di tessuti ortogonali sia per la maglieria. Il cotone viene anche utilizzato per fabbricare reti da pesca, tessuti industriali, imbottiture e substrati per banconote e dispositivi medici. Le varianti di alta qualità includono il cotone egiziano e il cotone makò, caratterizzati da fibre lunghe e uniformi. I filati vergini si distinguono da quelli rigenerati ottenuti da processi di riciclo meccanico o chimico.

 

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