Copritavolo con voilant Tovaglia Plastificata Quadrata Foglia Antimacchia e Impermeabile 4 Posti 150 x 150 cm

Prezzo scontato€19,30

Il copritavolo tovaglia plastificata è un rivestimento in PVC che protegge il piano del tavolo da liquidi, macchie e usura quotidiana e si pulisce con un panno umido. Il modello quadrato da 150 × 150 cm, con fantasia Foglia e volant decorativo, copre tavoli quadrati fino a 4 posti in cucina, in sala da pranzo e all'aperto.

In breve

  • Cosa risolve: la superficie in 100% PVC è impermeabile e antimacchia, quindi i liquidi non raggiungono il piano e lo sporco resta in superficie.
  • Quando si applica: il formato 150 × 150 cm è pensato per tavoli quadrati fino a 4 posti, in casa, in giardino e in strutture ricettive come B&B e agriturismi.
  • Limiti: pentole e teglie bollenti richiedono un sottopentola, mentre i tavoli rettangolari lunghi o fuori standard richiedono un formato rettangolare o una tovaglia a rotolo.
  • Come verificare la misura: sottraendo il lato del tavolo da 150 cm e dividendo il risultato per due si ottiene la ricaduta su ciascun lato.
  • Manutenzione: la pulizia richiede un panno umido e qualche goccia di detersivo per piatti, perché lavatrice e acqua bollente deformano il PVC.
  • Fine vita: la tovaglia usurata non è un imballaggio e nella maggior parte dei comuni va nel secco residuo, salvo regole locali diverse.

Caratteristiche del copritavolo quadrato Foglia 150 × 150 cm

Il modello Foglia è una tovaglia plastificata quadrata in 100% PVC, completamente impermeabile e antimacchia, con fantasia a foglie e un ampio volant decorativo. La composizione interamente vinilica impedisce ai liquidi di raggiungere il piano e trattiene lo sporco in superficie, dove si rimuove con un panno umido.

La scheda del modello si riassume nelle seguenti coppie di caratteristiche e valori.

Materiale
100% PVC, impermeabile e antimacchia.
Dimensioni
150 × 150 cm.
Tavoli compatibili
Tavoli quadrati fino a 4 posti.
Finitura
Ampio volant decorativo.
Fantasia
Foglia.
Pulizia
Panno umido, senza necessità di lavaggi frequenti.
Ambienti d'uso
Cucina, sala da pranzo, salotto, giardino e locali.
Collezione
Linea coordinata Foglia, che comprende runner, passatoie, coprisedia, copriforno e altri complementi d'arredo.

Dopo la piegatura, il PVC recupera rapidamente la forma distesa. La tovaglia torna piana sul tavolo e conserva un aspetto ordinato anche quando viene riposta spesso.

La combinazione tra superficie lavabile e volant decorativo rende il modello adatto all'uso domestico quotidiano e alle strutture ricettive come B&B e agriturismi, dove una superficie che si igienizza con un panno umido riduce i lavaggi della biancheria da tavola. Il volant integra la tovaglia sia in ambienti moderni sia in arredi tradizionali.

Misure, forma del tavolo e ricaduta

La misura corretta si ricava dalla ricaduta, cioè dalla porzione di tovaglia che scende oltre il bordo del piano. Con un formato di 150 × 150 cm, la ricaduta su ciascun lato di un tavolo quadrato è pari a 150 cm meno il lato del tavolo, diviso due.

Ricaduta per lato del formato 150 × 150 cm su tavoli quadrati
Lato del tavolo quadrato Ricaduta su ciascun lato
80 cm 35 cm
90 cm 30 cm
100 cm 25 cm
110 cm 20 cm
120 cm 15 cm

I valori sono calcolati sulla misura complessiva dichiarata di 150 × 150 cm. La stessa formula vale per qualsiasi tovaglia quadrata: basta sostituire la misura del formato.

Se il tavolo è rettangolare: verifica prima il lato lungo

Il formato quadrato copre un tavolo rettangolare solo se il lato lungo resta sotto i 150 cm. Su un piano da 80 × 120 cm la ricaduta è di 35 cm sui lati lunghi e di 15 cm sui lati corti. Per tavoli più lunghi o fuori standard serve una tovaglia rettangolare oppure un copritavolo a rotolo, venduto a metratura e tagliabile con le forbici.

Se il tavolo è rotondo: considera la ricaduta agli angoli

Una tovaglia quadrata su un piano rotondo scende di più in corrispondenza degli angoli, perché la diagonale del formato 150 × 150 cm misura circa 212 cm. Su un tavolo rotondo da 100 cm di diametro la ricaduta è di 25 cm al centro dei lati e di circa 56 cm agli angoli. Una ricaduta uniforme richiede una tovaglia rotonda o un taglio circolare ricavato da un rotolo.

Tipologie di tovaglia plastificata: trasparente, decorata e a rotolo

Le tovaglie plastificate si distinguono per tre variabili: trasparenza, spessore del PVC e formato di vendita. Ogni combinazione risponde a un uso diverso, dalla protezione invisibile di un piano in legno alla tovaglia decorativa da cucina o da giardino.

  • Trasparente sottile (0,20 mm): morbida e leggera, lascia a vista il piano e si stende anche sopra una tovaglia in tessuto per proteggerla dalle macchie.
  • Trasparente spessa (da 1,5 a 2 mm): più pesante e rigida, riproduce l'effetto vetro su scrivanie e tavoli di pregio; alcuni modelli arrivano a 3 mm con bordi smussati.
  • Decorata o cerata: colorata, con fantasie moderne o classiche; le versioni cerate hanno un retro in TNT che aderisce al tavolo e limita gli scivolamenti.
  • A misura o in rotolo: venduta a metratura in altezze comprese tra 100 e 160 cm, si taglia con le forbici per coprire tavoli lunghi o di forma non standard.
Confronto tra le tipologie di tovaglia plastificata
Tipologia Spessore Aspetto sul tavolo Impiego tipico
Trasparente sottile 0,20 mm Piano visibile, superficie morbida Protezione del legno e di tovaglie in tessuto
Trasparente spessa 1,5–2 mm, fino a 3 mm Effetto vetro, superficie rigida Scrivanie e tavoli di pregio
Decorata o cerata Indicato nella scheda del singolo modello Piano coperto da colori e fantasie Cucina, taverna, giardino
A rotolo Variabile secondo il prodotto Trasparente o decorata Tavoli lunghi, rotondi o fuori misura

Vinile, tessuto plastificato e plastica: cosa indicano i materiali

Nei filtri di ricerca e nelle schede prodotto compaiono tre denominazioni di materiale che descrivono, da angolazioni diverse, la stessa famiglia di tovaglie.

Vinile
Nome comune del PVC: una tovaglia vinilica e una tovaglia in PVC sono lo stesso prodotto.
Tessuto plastificato
Tessuto spalmato di PVC su un lato, che unisce la tenuta della trama all'impermeabilità della superficie.
Plastica
Termine generico che nelle tovaglie indica di norma il PVC; le versioni in altri polimeri riportano il materiale in etichetta.

Il modello Foglia appartiene alle tovaglie decorate in PVC: la composizione è 100% vinilica e la decorazione è affidata alla fantasia a foglie e al volant.

Vantaggi di una tovaglia in PVC per l'uso quotidiano

Il vantaggio principale di una tovaglia in PVC è la barriera totale ai liquidi: vino, caffè e sughi restano in superficie e si rimuovono con un panno umido prima di intaccare il piano.

  • Impermeabilità totale: il PVC non assorbe, quindi i liquidi versati non raggiungono il legno, il laminato o il vetro sottostante.
  • Pulizia rapida: un panno umido con qualche goccia di detersivo per piatti rimuove lo sporco quotidiano senza passaggi in lavatrice.
  • Protezione dall'usura: la superficie fa da scudo contro graffi superficiali, urti delle stoviglie, giochi dei bambini e unghie degli animali domestici.
  • Forma stabile: dopo la piegatura il materiale torna rapidamente disteso, senza bisogno di stiratura.
  • Uso interno ed esterno: la stessa tovaglia si impiega in cucina, in sala da pranzo, in giardino e nei locali.

Rispetto a una tovaglia in tessuto, il copritavolo plastificato riduce i lavaggi: la biancheria va in lavatrice dopo ogni macchia, mentre il PVC si igienizza direttamente sul tavolo e resta pronto all'uso subito dopo l'asciugatura.

Limiti e usi da evitare

La protezione offerta dal PVC ha limiti precisi, legati soprattutto al calore, agli oggetti taglienti e all'esposizione prolungata agli agenti atmosferici.

  • Calore diretto: pentole, teglie e piatti appena tolti dal fuoco o dal forno possono deformare o segnare la superficie, e la tolleranza al calore varia da modello a modello.
  • Lame e punte: coltelli, forbici e utensili appuntiti incidono il PVC, quindi il taglio degli alimenti avviene su un tagliere.
  • Sole continuativo: all'aperto, la luce diretta per lunghi periodi può alterare colori e flessibilità del materiale.
  • Vento: in giardino o in terrazzo, i fermatovaglia impediscono alla tovaglia di sollevarsi.

Nessuna di queste condizioni riduce l'impermeabilità finché la superficie resta integra. Un taglio o una bruciatura, invece, apre un varco ai liquidi verso il piano sottostante.

Qual è la differenza tra una tovaglia cerata e una plastificata?

Nel linguaggio commerciale attuale, tovaglia cerata e tovaglia plastificata indicano entrambe una tovaglia con superficie in PVC impermeabile; la differenza pratica riguarda la struttura. La plastificata è spesso un foglio di solo PVC, trasparente o decorato, mentre la cerata unisce lo strato vinilico a un retro in tessuto non tessuto o in tessuto.

Il termine «cerata» deriva dalla tela cerata tradizionale, un tessuto reso impermeabile con cera o olio. Il PVC ha sostituito quel trattamento, ma il nome è rimasto in uso, soprattutto per le tovaglie colorate da cucina e da taverna.

Tovaglia plastificata e tovaglia cerata a confronto
Caratteristica Tovaglia plastificata Tovaglia cerata
Struttura Foglio di PVC Strato di PVC su supporto in TNT o tessuto
Retro Liscio, vinilico Morbido, in tessuto non tessuto o tessuto
Aderenza al tavolo Legata al peso e allo spessore del foglio Favorita dal retro, che limita gli scivolamenti
Versioni trasparenti Disponibili, da 0,20 mm a 2 mm e oltre Non disponibili, perché il supporto è opaco
Pulizia Panno umido e detersivo per piatti Panno umido sul lato decorato; il retro va mantenuto asciutto

La scelta segue l'uso: la tovaglia cerata con retro morbido resta più ferma sui piani lisci, mentre il foglio plastificato è l'unica soluzione quando il piano deve restare visibile. Il modello Foglia, composto al 100% da PVC, appartiene alla famiglia delle tovaglie plastificate decorate.

Come si chiama la tovaglia di plastica?

La tovaglia di plastica si chiama comunemente tovaglia cerata o tovaglia plastificata. In commercio le stesse tovaglie compaiono con altri nomi, legati al materiale, all'aspetto o alla funzione.

Tovaglia cerata
Nome tradizionale, oggi riferito alle tovaglie in PVC, spesso con retro in TNT.
Tovaglia plastificata
Denominazione generica delle tovaglie con superficie in PVC, trasparenti o decorate.
Tovaglia in PVC o vinilica
Nome che indica direttamente il materiale.
Copritavolo
Termine che sottolinea la funzione protettiva, usato per tovaglie da stendere sul piano o sopra un'altra tovaglia.
Cristal o effetto vetro
Tovaglie trasparenti, sottili o spesse, che lasciano visibile il piano.
Antimacchia
Proprietà della superficie, non materiale: esistono anche tovaglie antimacchia in tessuto trattato che non contengono PVC.

Le tovaglie in PVC sono tossiche?

Una tovaglia in PVC conforme alle norme europee non è tossica nell'uso previsto, cioè come protezione del tavolo su cui si appoggiano piatti, bicchieri e stoviglie. Il profilo di sicurezza dipende dai plastificanti impiegati e dall'eventuale idoneità al contatto con gli alimenti.

Il PVC rigido non contiene plastificanti, mentre il PVC flessibile delle tovaglie li richiede per restare morbido e piegabile. Tra i plastificanti storicamente più diffusi ci sono gli ftalati: il regolamento REACH (Regolamento (CE) n. 1907/2006) ne limita alcuni, come il DEHP, negli articoli venduti nell'Unione europea.

Il contatto diretto con il cibo è un caso distinto. I materiali destinati a toccare gli alimenti rientrano nel Regolamento (CE) n. 1935/2004, che prevede il simbolo del bicchiere e della forchetta per indicarne l'idoneità. In assenza di questa indicazione, pane, frutta e altri alimenti si appoggiano su piatti, taglieri o tovagliette. Calore e grassi favoriscono il passaggio di sostanze dalla plastica agli alimenti, quindi pietanze calde e unte vanno servite sempre in stoviglie.

  • Composizione: il tipo di polimero e l'eventuale supporto tessile o in TNT.
  • Plastificanti: la dicitura «senza ftalati» o l'indicazione dei plastificanti utilizzati.
  • Contatto alimentare: il simbolo del bicchiere e della forchetta o una dichiarazione equivalente.
  • Produttore: nome e indirizzo di un responsabile identificabile nell'Unione europea.

L'odore percepito all'apertura della confezione deriva da composti volatili residui della lavorazione e si attenua con l'aerazione, come descritto nella sezione sulla rimozione della puzza dalla tovaglia di plastica. Un rischio concreto riguarda invece la combustione: bruciato, il PVC libera acido cloridrico e diossine, motivo per cui a fine vita segue le regole di smaltimento della tovaglia plastificata.

Come coprire un tavolo in legno in modo efficace?

Un tavolo in legno si copre in modo efficace con una tovaglia in PVC scelta in base a due criteri: se la venatura deve restare visibile e quanto il piano viene sollecitato da stoviglie, calore e oggetti. Il PVC impedisce ai liquidi di penetrare nelle fibre, dove lascerebbero aloni e rigonfiamenti.

Se vuoi lasciare a vista il legno: trasparente da 0,20 mm

Una tovaglia trasparente da 0,20 mm lascia visibili le venature e, grazie alla sua morbidezza, si adagia sul piano seguendone la superficie. Lo spessore sottile protegge dalle macchie quotidiane senza alterare l'aspetto del mobile.

Se il piano è di pregio o fa da scrivania: PVC da 1,5–2 mm

Uno spessore da 1,5 a 2 mm crea un effetto vetro rigido che resiste meglio a graffi, pressione della scrittura e appoggio di oggetti pesanti. I modelli fino a 3 mm con bordi smussati evitano spigoli vivi lungo il perimetro.

Se preferisci coprire il legno con un decoro: tovaglia decorata

Una tovaglia plastificata decorata nasconde il piano e ne cambia l'aspetto, come nel caso del modello Foglia con volant. La protezione dai liquidi resta la stessa delle versioni trasparenti.

Se hai già una tovaglia in tessuto: copritavolo sottile sopra

Un copritavolo trasparente da 0,20 mm steso sopra la tovaglia in tessuto la protegge da versamenti e sughi, lasciandone visibili colori e trama. La biancheria sottostante richiede così lavaggi molto meno frequenti.

Su superfici laccate, cerate o trattate da poco, un sottotovaglia in feltro, detto mollettone, evita il contatto diretto e prolungato del PVC con la finitura. Pentole e teglie calde richiedono comunque un sottopentola, perché il calore trasmesso attraverso il PVC può segnare anche il legno sottostante.

Come si lava una tovaglia plastificata?

Una tovaglia plastificata si lava a mano, direttamente sul tavolo o distesa su una superficie piana, con acqua tiepida, qualche goccia di detersivo per piatti e un panno morbido; la lavatrice non è adatta. Tra un pasto e l'altro basta un panno umido, mentre il lavaggio completo serve quando lo sporco si è seccato o dopo un periodo di rimessaggio.

  1. Rimuovere briciole e residui solidi scuotendo la tovaglia o passando un panno asciutto.
  2. Preparare una bacinella di acqua tiepida con qualche goccia di detersivo per piatti.
  3. Passare un panno morbido o una spugna non abrasiva su tutta la superficie, insistendo sulle macchie.
  4. Risciacquare con un panno inumidito di sola acqua per eliminare i residui di detersivo.
  5. Asciugare con un panno asciutto, anche nelle pieghe del volant.
  6. Lasciare la tovaglia distesa finché è completamente asciutta, poi riporla o rimetterla sul tavolo.
Cosa fare e cosa evitare nel lavaggio della tovaglia plastificata
Aspetto Da fare Da evitare
Detergente Detersivo per piatti diluito Candeggina, solventi, acetone e alcol puro, che opacizzano la superficie o alterano i colori
Strumenti Panno morbido, spugna non abrasiva Pagliette e spugne abrasive, che graffiano il PVC
Temperatura Acqua tiepida Acqua bollente, ferro da stiro, phon ad alta temperatura
Macchine Lavaggio a mano Lavatrice e asciugatrice, che deformano il materiale
Asciugatura Tovaglia distesa, all'ombra Termosifoni e fonti di calore dirette

Le macchie di pomodoro, caffè o vino si rimuovono più facilmente se trattate subito, prima che il residuo si secchi. Per le tovaglie cerate vale una regola in più: il retro in tessuto non tessuto trattiene l'umidità e va mantenuto asciutto.

Come togliere la puzza dalla tovaglia di plastica?

La puzza della tovaglia di plastica si toglie con aerazione e lavaggio. L'odore di una tovaglia nuova deriva da composti volatili residui della produzione, concentrati dalla confezione chiusa, che si disperdono all'aria. Il calore aumenta l'emissione di questi composti e può deformare il PVC: per questo l'aerazione avviene all'ombra e lontano dai termosifoni.

Se l'odore è di plastica nuova: aera e lava

  1. Togliere la tovaglia dalla confezione e stenderla aperta, senza pieghe, in un ambiente ventilato o all'aperto all'ombra.
  2. Lasciarla arieggiare per alcuni giorni, girandola per esporre entrambi i lati.
  3. Lavare la superficie con acqua tiepida e detersivo per piatti, seguendo la procedura di lavaggio.
  4. Per l'odore residuo, passare un panno imbevuto di acqua e bicarbonato sciolto, oppure di acqua e aceto di vino bianco diluito.
  5. Risciacquare con un panno inumidito di sola acqua e asciugare con un panno asciutto.

Se l'odore è di umido: asciuga il retro

Un odore di chiuso o di muffa segnala umidità trattenuta dal retro in tessuto non tessuto delle tovaglie cerate, oppure una tovaglia riposta ancora bagnata. Il retro si asciuga all'aria, la superficie si lava come di consueto e la tovaglia si ripone solo quando è completamente asciutta. Le tovaglie in 100% PVC, come il modello Foglia, non hanno un supporto tessile che trattenga l'umidità.

Dove va buttata la tovaglia plastificata?

La tovaglia plastificata a fine vita va nel secco residuo, cioè nell'indifferenziato, nella maggior parte dei comuni italiani. La raccolta differenziata della plastica riguarda di norma gli imballaggi, e una tovaglia non è un imballaggio: anche se è fatta di PVC, non rientra nel flusso destinato al riciclo.

L'ultima parola spetta al regolamento del comune o del gestore dei rifiuti. Alcune amministrazioni prevedono il conferimento al centro di raccolta comunale per gli oggetti in plastica diversi dagli imballaggi, in particolare per quantità consistenti come il ricambio delle tovaglie di una struttura ricettiva. Il calendario di raccolta e il dizionario dei rifiuti del gestore locale riportano la destinazione corretta.

  • Tovaglia in 100% PVC: secco residuo, salvo diversa indicazione comunale.
  • Tovaglia cerata con retro in TNT o tessuto: secco residuo, perché PVC e supporto non si separano.
  • Copritavolo trasparente spesso: secco residuo o centro di raccolta, secondo il regolamento del comune.

Il PVC non va mai bruciato, né nel camino né all'aperto, perché la combustione libera acido cloridrico e diossine. Prima dello smaltimento, una tovaglia ancora integra si riutilizza come telo protettivo per lavori di bricolage, fodera per cassetti o copertura per piani da lavoro.

Perché la plastica sporca va nell'indifferenziata?

La plastica sporca va nell'indifferenziata perché i residui di cibo e di grasso compromettono la selezione e il riciclo: il materiale contaminato abbassa la qualità della plastica recuperata e sporca gli imballaggi puliti con cui viene a contatto.

La regola riguarda gli imballaggi, cioè vaschette, bottiglie, flaconi e pellicole. Un imballaggio svuotato dai residui, anche senza un lavaggio accurato, va nella raccolta della plastica; quello con residui non rimovibili, come una vaschetta con cibo incrostato, va nell'indifferenziato. Le soglie di tolleranza cambiano da comune a comune. La tovaglia plastificata segue di norma il secco residuo sia pulita sia sporca, perché la esclude dal riciclo la sua natura di oggetto e non lo sporco.

La carta unta va gettata nell'organico?

La carta unta va gettata nell'organico nella maggior parte dei comuni: tovaglioli, fazzoletti e tovaglie di carta sporchi di cibo o di olio sono fatti di fibre di cellulosa biodegradabili, mentre il grasso ne impedisce il riciclo nella raccolta della carta. Il cartone della pizza segue la stessa logica: le parti pulite vanno nella carta, quelle unte nell'organico o nell'indifferenziato secondo le regole comunali.

L'eccezione riguarda la carta accoppiata ad altri materiali. Le tovaglie di carta con un film plastico sul retro e le tovagliette plastificate non sono compostabili e vanno nell'indifferenziato. La tovaglia plastificata in PVC, anche se sporca di cibo, non va mai nell'organico.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra una tovaglia cerata e una plastificata?

Nel linguaggio commerciale i due termini si sovrappongono: entrambi indicano una tovaglia con superficie in PVC impermeabile. La differenza pratica è la struttura: la plastificata è spesso un foglio di solo PVC, anche trasparente; la cerata ha di norma un retro in tessuto non tessuto che aderisce al tavolo.

Le tovaglie in PVC sono tossiche?

Una tovaglia in PVC conforme alle norme europee è sicura nell'uso previsto. Il regolamento REACH limita alcuni ftalati usati come plastificanti; l'appoggio diretto di alimenti è indicato solo se l'etichetta riporta il simbolo del bicchiere e della forchetta. Cibi caldi e grassi vanno serviti nei piatti.

Come coprire un tavolo in legno in modo efficace?

Per lasciare a vista la venatura serve una tovaglia trasparente da 0,20 mm, adatta sopra una tovaglia in tessuto. Scrivanie e piani di pregio richiedono il PVC da 1,5–2 mm effetto vetro. Per coprire il legno con un decoro si usa una tovaglia plastificata decorata.

Come si lava una tovaglia plastificata?

La tovaglia plastificata si lava a mano con acqua tiepida, qualche goccia di detersivo per piatti e un panno morbido o una spugna non abrasiva. Dopo il risciacquo con un panno inumidito si asciuga con un panno asciutto. Lavatrice, acqua bollente, solventi e pagliette danneggiano il PVC.

Come togliere la puzza dalla tovaglia di plastica?

L'odore di plastica nuova si attenua lasciando la tovaglia aperta per alcuni giorni in un ambiente ventilato o all'aperto, all'ombra. Un lavaggio con acqua tiepida e detersivo per piatti, seguito da un passaggio con acqua e bicarbonato, elimina i residui. Le fonti di calore intensificano l'odore.

Dove va buttata la tovaglia plastificata?

Nella maggior parte dei comuni italiani la tovaglia plastificata va nel secco residuo, cioè nell'indifferenziato, perché la raccolta della plastica riguarda di norma gli imballaggi. Il regolamento del comune può prevedere il conferimento al centro di raccolta. Il PVC non va mai bruciato: la combustione libera sostanze nocive.

Come si chiama la tovaglia di plastica?

La tovaglia di plastica si chiama comunemente tovaglia cerata o tovaglia plastificata. In commercio compare anche come tovaglia in PVC, tovaglia vinilica o copritavolo; le versioni trasparenti prendono il nome di cristal o effetto vetro. Il termine antimacchia indica una proprietà, non il materiale.

 

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